...ERA COMINCIATO COSì:
IL SOGNO
Sogno un teatro che faccia stare bene le persone.
Sono stanco di vedere spettacoli che parlano di sfiga, di madri assassine, droga, depressione e morte.
Per tutto questo abbiamo già ottocentosessantuno TG al giorno. Non se ne può più.
Una volta, dopo “Wiligelmo”, una persona mi ha detto: - Ti ringrazio, perché mi mandi a letto contento -.
E’ stato uno dei più bei complimenti che abbia mai ricevuto.
Vorrei che “L’Enfant et la Lune” potesse “mandare a letto felici” tantissime persone, grandi e piccole,
un po’ dappertutto.
Lavorando coi ragazzi ho maturato alcuni pensieri: il teatro deve fare immaginare le cose.
Il teatro deve suscitare emozioni.
Se uno spettacolo non emoziona è inutile. Fra le emozioni non è compresa la noia.
Se uno spettacolo è noioso la devono smettere.
Sogno allora uno spettacolo “Grande” dove non si rinuncia a regalare al pubblico nessuna emozione,
per nessun motivo.
Sogno dei compagni di viaggio, che abbiano voglia di partire con me col mio stesso entusiasmo.
Compagni di viaggio che desiderino come me che “L’Enfant et la Lune” nasca, cresca, e vada lontano.
Sogno un viaggio che parta da Modena e non si stanchi di camminare, nei teatri (ma non solo), in Italia e oltre.
Sogno una Compagnia, meglio una “Troupe”, di persone disponibili al di là del loro ruolo definito.
Forse sogno troppe cose.
Qualcuno potrebbe pensare che “voglio la luna”.
E’ proprio così.
IL CONCEPT
“L’Enfant et la Lune” è una sorta di “Fiaba Zingara” a metà fra Shakespeare e uno spettacolo di burattini.
Ma è comunque uno spettacolo di teatro.
Sarà uno spettacolo raccontato per grandi immagini, suggestioni e suggerimenti, in cui tutto, persone, oggetti, luci, suoni, movimenti, parla al pubblico. Sarà uno spettacolo che privilegia la comunicazione non verbale.
Sarà un atto unico di circa un ora e mezza.
Racconta la storia di un bambino che cresce ricordando una ninnananna.
La ninnananna diceva che la luna porta fortuna.
Il Bambino, divenuto adulto, come un innamorato cerca la luna, inseguendola per tutta la vita.
Alla fine ovviamente la incontra. (mi piacciono i “lieti fini”).
Peraltro non sappiamo se la fine è la fine dello spettacolo o la fine della sua vita.
E’ una storia semplice e infantile, ma è la storia della vita.
Del resto, anch’io sono un po’ semplice e infantile. E vivo.
Lorenzo Sentimenti
“...perchè è inutile cambiare il mondo, se poi perdiamo la luna...”
ALTRE IMMAGINI DELLO SPETTACOLO ALLE PAGINE
“PHOTOGALLERY”
“VIDEOGALLERY”
Guarda il Video su
youtube/l’enfant et la lune